
Piccolo e soffice, ben farcito e dalla singolare forma triangolare, il tramezzino è sicuramente uno dei simboli più amati e radicati del fast food italiano. L’anno del centenario è di enorme importanza per questo meraviglioso piccolo alimento (non chiamatelo sandwich!), che è entrato nel cuore di molti italiani (e anche di molte altre nazioni). È passato un intero secolo e le radici di questo successo non vengono da un paese straniero, ma sono proprio qui, nei quartieri centrali della più antica capitale dei Savoia. Si trovano sotto gli eleganti portici di Piazza Castello a Torino.
Dove è nato il tramezzino a Torino? Il mistero svelato
L’origine del tramezzino è un mistero in molte città italiane, perché in tanti sostengono di essere la città d’origine, e se è vero che alcune altre città, come Venezia, sono molto orgogliose di avere una loro particolare tradizione, i fatti, come risulta dai documenti, dimostrano che non c’è più confusione sulla verità.
Sul muro dello storico e bellissimo Caffè Mulassano di Torino è appesa una targa in ottone che riporta la dicitura:
“La signora Angela Demichelis Nebiolo ha creato il tramezzino nel 1925“.
Con una superficie di soli 31 metri quadrati e un’ubicazione così emblematica al numero 15 di Piazza Castello, questo caffè storico di Torino è davvero un gioiello. Negli anni è stato visitato in più occasioni da molti membri della famiglia reale di Casa Savoia e anche da diversi artisti del vicino Teatro Regio, oltre che da molti personaggi noti nel mondo dello spettacolo.
Storia del tramezzino: dagli States a Torino
Le origini del tramezzino sono legate alla figura di Angela Demichelis Nebiolo e suo marito Onorino, due torinesi emigrati in America all’inizio del XX secolo. Lì si imbatterono nel sandwich, un tipo di panino farcito molto popolare sia tra i lavoratori che nei ceti altolocati.
Tornati a Torino nel 1925, acquistarono un’attività commerciale nel centro della città: Caffè Mulassano, un vero e proprio punto di riferimento storico. Questo evento segnò l’inizio del tramezzino. Arrivarono dagli Stati Uniti con una macchina per tostare il pane che permise loro di vendere per la prima volta in tutta Italia il toast.
Non pienamente soddisfatti del risultato; decisero quindi di non tostare il pane ma utilizzare solo pane morbido e realizzare una farcitura di qualità maggiore, utilizzando prodotti coltivati localmente. È così che Angela e Onorino hanno creato il vero tramezzino italiano. Inizialmente, i tramezzini furono introdotti come antipasto per accompagnare la tipica e all’epoca molto diffusa merenda sinoira (una tradizione che si svolge nel tardo pomeriggio in Piemonte). Tuttavia, data l’immensa popolarità del tramezzino, la gente ha iniziato a richiederlo in qualsiasi momento della giornata.
Qual è il nome del tramezzino di Torino? Gabriele D’Annunzio e la nascita del termine
Inizialmente il panino veniva chiamato con il termine inglese sandwich. Fu solo alcuni anni più tardi che il poeta vate Gabriele D’Annunzio gli diede il nome che ora tutti conosciamo: “tramezzino”.
D’Annunzio era noto per molti successi artistici, oltre che per essere uno straordinario scrittore e un uomo dai gusti raffinati. Durante le sue visite a Torino gli capitò spesso di frequentare il Caffè Mulassano e fin da subito si innamorò del mini panino ripieno della signora Angela. Essendo un nazionalista italiano e un purista linguistico, D’Annunzio decise che avrebbe suggerito un nome italiano corretto per il nome inglese dello snack.
D’Annunzio ha avuto una brillante ispirazione con la sua idea di “tramezzino”, che significa “qualcosa di mezzo”. Il termine cattura l’essenza di uno spuntino tra un pasto completo e l’altro (pranzo e cena). Inoltre, il suo aspetto triangolare sembra avergli ricordato i tramezzi in legno del soffitto della sua casa d’infanzia a Pescara. In poco tempo “tramezzino” divenne il nome standard per identificare questo tipo di “panino imbottito”.
La diffusione del tramezzino torinese
Il tramezzino creato a Torino fu subito un successo. La sua praticità, la sua versatilità e il suo gusto sfizioso lo resero presto un alimento popolare in tutta Italia.
Nel luglio del 1936 la rivista culinaria La Cucina Italiana pubblicò un articolo approfondito sul tramezzino torinese, con vari metodi di preparazione e consigli di presentazione che consolidarono per sempre la ricetta a livello nazionale.
La ricetta originale del tramezzino di Torino è preparata con pane bianco in cassetta, farcito con burro aromatizzato (ora sostituito nella maggior parte dei casi dalla maionese) e ingredienti a piacere. Oggi i tramezzini si possono trovare in molteplici forme (tradizionale prosciutto e formaggio, pomodoro e mozzarella, tonno e maionese) e in versioni più fantasiose e sofisticate basate su piatti iconici piemontesi (vitello tonnato, insalata russa, bagna cauda o salsiccia di Bra).
Dove mangiare, trovare il migliore o l’originale tramezzino a Torino?
Se ti chiedi dove mangiare un buon tramezzino a Torino e dove trovare la versione originale o la migliore della città, la mappa gastronomica torinese offre indirizzi imperdibili:
- Per il tramezzino originale e storico: Il luogo simbolo in cui è nato resta indubbiamente il Caffè Mulassano (Piazza Castello 15). Qui si può ancora gustare la ricetta classica preparata secondo la tradizione, immersi in un’atmosfera d’epoca davvero unica.
- Dove trovare il tramezzino torinese di Food Advisor? Nella celebre puntata del programma televisivo Food Advisor (condotto dallo chef Simone Rugiati e dedicato alla ricerca del miglior tramezzino di Torino), ad aggiudicarsi il 1° posto e il titolo di vincitore è stato il Caffè D’Acaja (situato in Via Principi d’Acaja 57), celebre per i suoi tramezzini ricchissimi, soffici e imbottiti con ricette tradizionali piemontesi. Tra i protagonisti della puntata e tra i più apprezzati in città figura anche Trivè Time (in Via Amendola 12), apprezzato per i suoi tramezzini artigianali e gourmet.
- I caffè storici e i bar di quartiere: Oltre al Mulassano e ai locali citati nelle guide, la cultura del tramezzino a Torino si respira in quasi tutti i bar del centro e dei quartieri storici (come Quadrilatero, Crocetta e San Salvario), dove le vetrinette degli aperitivi sono ogni giorno arricchite da tramezzini freschi triangolari strabordanti di farciture di ogni tipo.
Un simbolo della cultura italiana che compie 100 anni
I tramezzini sono oggi una parte importante della cultura e delle tradizioni alimentari dell’Italia di oggi. Il tramezzino rappresenta una cultura e un modo di vivere che va oltre il concetto di panino in sè: è un simbolo, un modo di vivere, un rito quotidiano che accomuna persone di tutte le età durante i pic-nic all’aperto, pranzi veloci nelle pause lavorative o aperitivi serali.
Il centenario del tramezzino, festeggiato nel 2026, è quindi un’occasione per celebrare questo piccolo grande simbolo della nostra tavola. Un traguardo che testimonia la capacità della cucina italiana di adattarsi ai tempi e ai gusti senza mai perdere la propria vera identità. Una cosa è sicura: questo piccolo “panino farcito” inventato a Torino nel 1936 continuerà a deliziare i palati di tutto il mondo ancora per molto, molto tempo.