CENTRO STORICO FIAT DI TORINO



Centro Storico Fiat di Torino

CENTRO STORICO FIAT A TORINO – Il Centro Storico Fiat di via Chiabrera 20, a Torino, apre al pubblico per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Dal 13 febbraio al 27 novembre 2011 sarà infatti possibile conoscere da vicino le origini della più grande impresa industriale privata italiana che, con la nascita avvenuta l’11 luglio 1899 a Torino, è stata tra le fondatrici dell’industria automobilistica europea. Il museo sarà aperto la domenica, il lunedì e il martedì (orario 10-13/15-19) e l’ingresso sarà gratuito. Inaugurato nel 1963, il Centro Storico Fiat ha sede in un edificio liberty che fu il primo ampliamento (1907) delle officine di corso Dante dove nacque l’azienda.

Fin dall’inizio è stato teatro di momenti importanti nella storia della Fiat: il primo risale al 4 maggio 1966 quando, nel salone centrale, Vittorio Valletta, una delle figure chiave nella storia ultracentenaria dell’azienda fondata dal Senatore Giovanni Agnelli, firmò l’accordo con l’URSS che portò alla costruzione di Togliattigrad. Ora il Centro Storico ospita una collezione di automobili, cimeli, modellini e manifesti pubblicitari di artisti che copre l’intera storia dell’azienda. Dalla prima vettura, la 3½ Hp, all’impressionante “Mefistofele”, che nel 1924 batté il record mondiale assoluto di velocità. E poi ci sono il primo trattore, il Fiat 702 del 1919; l’autocarro 18BL, che motorizzò le truppe italiane nella prima guerra mondiale, la Littorina, protagonista del trasporto ferroviario a partire dagli anni trenta e l’affascinante caccia G91, il velivolo disegnato da Giuseppe Gabrielli e poi adottato dalla NATO.

Il percorso di visita, in cui è possibile imbattersi in motori per navi, biciclette, frigoriferi e lavatrici “targati” Fiat, si snoda attraverso la ricostruzione di alcuni stabilimenti simbolo della storia aziendale e dei cambiamenti nel modo di lavorare. Così è possibile ritrovare la prima officina di corso Dante dove la produzione è ancora ricalcata sulle specializzazioni di mestiere e non esiste un ciclo continuo del prodotto oppure lo stabilimento del Lingotto, ultimato nel 1922, che destò l’ammirazione di le Courbusier per la modernità e l’eleganza del suo sviluppo verticale. Trovano infine spazio anche la ricostruzione di una catena di montaggio di Mirafiori negli anni Cinquanta e l’ufficio del progettista Dante Giacosa, il “papà” delle utilitarie, la Topolino, la 600 e la 500, che hanno motorizzato l’Italia.

La ristrutturazione del Centro Storico Fiat, appena ultimata, ha permesso di ampliare notevolmente gli spazi destinati alla conservazione e valorizzazione del patrimonio documentale e fotografico aziendale. I documenti d’archivio danno infatti voce e contesto agli oggetti esposti nella parte museale, così come gli oggetti danno concretezza e facilitano la divulgazione dei documenti presenti sugli scaffali.

Con la nuova organizzazione degli spazi si è passati da circa 2.300 metri lineari agli attuali 9.400 metri lineari di scaffalature, che permetteranno di riunire in un unico luogo più di 5.000 m.l. di documenti cartacei, 300.000 disegni tecnici, 5.000 tra volumi e riviste di automobilismo e storia industriale e più di 6 milioni di immagini (stampe, diacolor, lastre e negativi) precedentemente conservato in sedi diverse. Digitalizzate anche oltre 200 ore di filmati storici.

L’ampliamento del Centro Storico Fiat ha permesso inoltre di riadattare un’ala del museo al piano terra a nuova sala di consultazione. Lo spazio, a disposizione di appassionati e ricercatori, è stato arredato con parte dei mobili degli uffici della storica palazzina di corso Dante. In particolare, il grande tavolo centrale, le sedie rivestite in pelle e la libreria a due ante, sono state trasferite dalla “Sala Storica” dell’ ex palazzina di corso Massimo D’Azeglio, al Centro Storico Fiat.

Nella nuova sala di consultazione sono infine esposti tre capolavori della pittura italiana particolarmente pregiati. Sono “La fonderia” di Felice Casorati (1960); “Terra, mare e cielo” di Rodolfo Margheri (1930) e “La conquista dell’Impero” di Mario Sironi (1936). Si tratta rispettivamente di quattro pannelli dipinti su tamburo di legno con tecnica di graffito monocromo e di due tempere su supporto di legno tamburato.

[Fonte: Fiat Spa – Ufficio Stampa Italia ]

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